Una nuova idea di rivestimento ventilato

(Privato)

Questo progetto ha reinterpretato il concetto comune di rivestimento ventilato. Normalmente questo tipo di lavoro lo scegliamo quando i muri hanno un problema, quasi sempre legato all’umidità, e il rivestimento ventilato viene utilizzato per coprire e risolvere l’inconveniente. In questo caso l’architetto Cipriano Cavazza ci ha chiamati per applicare un rivestimento ventilato in Pietra di Vicenza per un ampliamento di una casa esistente, una costruzione tutta nuova, senza nessun tipo di problema. L’architetto ci ha proposto questa soluzione perché voleva che l’intera zona giorno fosse il più possibile confortevole a livello climatico ed acustico: il rivestimento ventilato crea un vuoto che fa circolare aria calda e fredda, una ventilazione forzata che favorisce un ottimo isolamento. Perfetto per garantire un confort termico ed acustico all’interno della casa. È nato così questo progetto di rivestimento in Pietra di Vicenza.

Come abbiamo lavorato 

Le pareti ventilate sono formate da quattro strati funzionali (dall’interno verso l’esterno): lo strato isolante continuo applicato sulla parete perimetrale esterna; l’intercapedine di ventilazione; la struttura di sostegno del rivestimento esterno; il rivestimento esterno.

Per ancorare la struttura alla parete abbiamo scelto un sistema di ancoraggio Halfen e la Pietra di spessore 3 cm è stata trattata in laboratorio con il nostro idrorepellente traspirante PA903. La scelta dello spessore del rivestimento era dalla necessità di contenere nello spessore dei tagli – detti kerf – da 1 cm circa per inserire gli ancoraggi. Il taglio è stato eseguito su tutta la lunghezza orizzontale della lastra perché non si poteva prevedere dove inserire nel muro la staffa.

Questa tipologia di posa richiede un’attenzione anche nella preparazione del muro o del cappotto: la superficie deve essere più possibile continua e l’eventuale cappotto isolante stuccato e rasato. L’aria che passa attraverso l’intercapedine creata tra il rivestimento e la parete interna e dalle fughe tra una lastra e l’altra del rivestimento mantiene sano il muro evitando infiltrazioni, distacchi e fessurazioni.

Le fughe orizzontali sono di 5 mm, quelle verticali possono variare a discrezione del progettista ma minimo sono da 1 mm per gli angoli si può scegliere il taglio a 45° con il cartabuono sullo spigolo oppure le lastre accostate. Lo spazio d’intercapedine di solito noi lo prevediamo dal 2 cm a 3 cm in questo caso era da 3 cm con muro rivestito con cappotto e le fughe orizzontali da 5 mm e verticali accostato.

I pregi del rivestimento ventilato grazie all’intercapedine che ne risulta sono la traspirabilità e il confort termico e acustico dell’edificio che rivestiamo. Per la realizzazione di una facciata quindi si punta sia alla valorizzazione estetica che al contenimento dei consumi energetici. Il vantaggio di questo sistema sta nella possibilità di proteggere l’elemento portante dagli agenti atmosferici esterni e regolare l’ingresso della radiazione solare.

Per non rischiare una discontinuità di coibentazione e per un migliore risultato estetico abbiamo inglobato anche le finestre rivestendo anche gli imbotti e davanzali. Questo ha comportato in sede di progettazione dell’edificio e nel rilievo una particolare coordinamento, perché il tutto risultasse continuo.

Manutenzione

Sicuramente la prima regola è quella di effettuare una pulizia periodica per evitare di dover poi intervenire con modalità più complesse, come descriveremo di seguito. Per la pulizia ordinaria basterà programmare delle pulizie, prima che le superfici si anneriscano troppo, con acqua e detergenti neutri come i prodotti della nostra linea NEUTRO CLEAN o per lo sporco più resistente anche il detergente ALKADET, specialmente le parti esposte a nord o poste sotto a piante o vegetazione.
Durante L’inverno le superfici si anneriscono naturalmente per l’eccesso di umidità ma se durante la bella stagione le abbiamo pulite e sanificate con un anti alga come il nostro STONE WASH, con l’estate lo sporco da umidità si riduce da solo.

Per la pulizia straordinaria come intervenire?

Attendere il bel tempo, abbigliamento comodo, un’idropulitrice, spazzole di saggina, tempo e pazienza perché i prodotti che vi suggeriamo non aggrediscono i materiali per cui la loro azione e efficace, ma lenta). Se c’è uno strato abbondante di muschio si comincia usando l’idropulitrice che con la sua azione meccanica ne rimuove la maggior parte dalla superficie. Per quanto riguarda la Pietra di Vicenza non avvicinarsi troppo per non rischiare di rovinare la superficie. In mancanza dell’idropulitrice si può intervenire con l’uso di acqua, meglio se calda, e di una spazzola di saggina o plastica. Non usare spazzole di ferro. Successivamente vaporizzare o stendere un prodotto professionale alcalino ALKADET diluito in acqua in rapporto da 1:20 o 1:10 sulla superficie (non lucida) in base allo sporco. Lasciare agire per mezz’ora poi lavare con abbondante acqua e strofinare ed emulsionare energicamente con una spazzola di saggina, eventualmente ripetere l’operazione.
Poi se ci sono ancora i segni di muffa o muschi, di solito sono delle macchioline scure e rotonde, si può intervenire con un detergente antimuffa UNIGEN (non su superfici lucide) spruzzare e lasciare agire 10-15 minuti, non preoccuparvi se si colora tutto di arancione, vuol dire che il detergente sta lavorando bene. Lasciare asciugare e spazzolare la superficie e lavare il tutto con abbondante acqua.
Se necessario ripetere l’operazione fino a decolorazione avvenuta.
Per finire come prevenzione consigliamo di applicare un detergente disinfettante STONE WASH adatto alla rimozione di muschi e licheni e che conferisce una protezione e prevenzione alla successiva formazione di muschi e licheni. Questo prodotto si vaporizza sulla superficie si risciacqua e poi eventualmente si riapplica su superficie asciutta e non si risciacqua, lasciandalo agire come azione preventiva.
Quando la superficie è asciutta, anche dopo qualche giorno, si applica un trattamento idrorepellente traspirante (PA903) che proteggerà il materiale ritardando l’intervento che abbiamo descritto sopra per qualche anno.
Per valutare quando sia necessario riapplicare il trattamento PA903 controllare se l’acqua versata sopra resta in sospensione o viene assorbita, allora è il caso di dare una buona pulita e riapplicare il trattamento che mediamente dovrebbe durare intorno ai 4 o 5anni.

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